Le distorsioni

La distorsione consiste in una temporanea modificazione dell’articolazione (dei rapporti reciproci delle superfici articolari che la costituiscono), senza perdita di contatto tra le superfici articolari come invece avviene nelle lussazioni.

Questo tipo di trauma prevede l’interessamento di tutto l’apparato articolare: legamenti, capsula, menischi (ove presenti), muscoli, in maggiore o minore misura a seconda della gravità della distorsione.
Causa della distorsione è un evento traumatico che porta l’articolazione oltre il normale grado o porta il movimento su un piano dove fisiologicamente il movimento non è previsto.

Le articolazioni più interessate a questo fenomeno sono la caviglia, il ginocchio, il polso, il gomito.
Dobbiamo fare un distinguo tra distorsioni isolate e distorsioni recidive. Assistiamo a distorsioni isolate ad esempio a seguito di un evento esterno (contrasto con avversario negli sportivi, scontro diretto in un incidente). Le distorsioni recidive o ripetute sono quelle che colpiscono ripetutamente la stessa articolazione proprio perchè indebolita. Questo indebolimento può essere legato ad una instabilità dell’articolazione scaturita da un deficit dei mezzi di contenzione dell’articolazione stessa (legamenti danneggiati, tono muscolare insufficiente…) oppure da una cattiva propriocettività che è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio. Questa capacità dipende da recettori specifici che hanno il compito di trasmettere questa informazione per via nervosa al cervello.

A prescindere dalla gravità della distorsione e dell’articolazione interessata sarebbe buona regola non sottovalutare questo genere di trauma ma cercar di capirne le cause.

Sintomi: il dolore è il sintomo prevalente. E’ acuto e ben localizzato nella regione danneggiata. Il gonfiore è sempre presente, dipende dalla gravità della distorsione e dal trattamento iniziale (con l’applicazione di ghiaccio il gonfiore si riduce, così come ponendo l’arto in scarico). La limitazione di movimento è spesso presente a causa del dolore e del gonfiore.

Aspetto importante è determinare se si sono instaurate instabilità anomale, ovvero valutare l’integrità di tutto il sistema articolare, attraverso una visita specialistica e/o attraverso i tradizionali esami diagnostici come radiografia o risonanza per verificare lo stato degli elementi che costituiscono l’articolazione (legamenti, capsula articolare…).
Tradizionalmente il trattamento delle distorsioni non gravi, che non richiedono cioè un intervento chirurgico, prevede l’applicazione di ghiaccio, un bendaggio compressivo e il riposo per alcuni giorni seguiti da un programma di recupero funzionale.

Dal punto di vista osteopatico l’obiettivo è anche quello di mettere l’articolazione colpita nel migliori condizioni di mobilità: come abbiamo visto la distorsione è un movimento anomalo in eccesso nel senso della fisiologia oppure un movimento che non rientra nella fisiologia. Per chiarire questo concetto prendiamo ad esempio un ginocchio che per sua natura compie movimenti di flesso-estensione. In questo caso possiamo avere un trauma distorsivo in iperflessione o in iperestensione ma possiamo avere anche distorsioni in torsione/rotazione (molto comuni nello sci), movimento che il ginocchio non dovrebbe compiere. I test osteopatici valutano le piccole escursioni di movimento dell’articolazione (comunemente e in gergo detti “gioco”) e l’osteopata, basandosi su anatomia, fisiologia articolare e utilizzando tecniche proprie dell’osteopatia, ha come obiettivo ridurre le restrizioni di mobilità per consentire al sistema di funzionare al meglio. Nel trattamento tradizionale questo aspetto viene spesso trascurato, innescando talvolta ulteriori problemi. Un’articolazione che non si muove in maniera corretta, costringe le articolazioni vicine ad un adattamento funzionale e questo “vizio” di mobilità si propaga (per consentire al corpo di preservare l’economia ed il comfort) anche a distanza. Ecco perchè può capitare che, a seguito di una distorsione alla caviglia o al ginocchio, si instaurino lombalgie non giustificate da evidenti problemi al rachide. L’approccio osteopatico ad una distorsione ha quindi come obiettivo sia ripristinare la miglior mobilità in seno alla zona direttamente interessata al trauma, sia integrare il riequilibrio in un’ottica di globalità di tutto il corpo.
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